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mercoledì 3 febbraio 2010

Pericle agli Ateniesi


"Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, di rispettare le leggi e proteggere coloro che ricevono offesa. Qui ad Atene facciamo così. E un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così."
(Discorso di Pericle agli Ateniesi, 461 aC - Tucidide)

lunedì 1 febbraio 2010

La Premier League come "Avatar" A Londra debuttano le partite in 3D






Ecco la notizia da Lastampa.

In nove pub britannici la sfida tra
Arsenal e Manchester trasmessa
in nuova versione tridimensionale
LONDRA
Dal 4-3-3 al 3D, il futuro del calcio è stereoscopico: oggi in nove pub di Gran Bretagna e Irlanda la supersfida tra Arsenal e Manchester United è stata trasmessa in versione tridimensionale. Una novità assoluta, una prima mondiale destinata a rivoluzionare non solo il calcio ma tutto lo sport in tv.

Spettatore-attore immerso nell’atmosfera agonistica. Un modo nuovo per vivere, anche da casa, gli eventi sportivi. Reso possibile dalle tecnologie di BSkyB che ha scelto una classica della Premier League per tenere a battesimo il primo test-esperimento (ne seguiranno altri fino ad aprile). Per ora limitato ad un pubblico ristretto (circa 400 spettatori sparsi nei locali di Londra, Manchester, Cardiff, Edinburgo e Dublino), e dotato di occhialini speciali per seguire l’incontro come mai prima d’ora. In tre dimensioni, appunto. Dal bancone del pub con l’illusione di essere sugli spalti dell’Emirates stadium. Di più. Non in tribuna ma direttamente in campo.

Poche settimane dopo l’uscita di "Avatar" il colossal di James Cameron che ha stravolto i canoni cinematografici, lo sport annulla il ritardo e regala a milioni di spettatori in tutto il mondo un posto in prima fila, addirittura in campo, "dal vivo". Anticipazione della televisione del domani, sempre più interattiva e realistica. Che consente di "assistere" a gol, passaggi, contrasti. Con esatta precisione, definizione in HD, una visione «spettacolare e palpitante», secondo il giudizio dei pochi fortunati che hanno già sperimentato la tecnologia. «L’effetto è impressionante - il giudizio di Steve, tifoso dell’Arsenal -. Sembra di essere a tre metri dal pallone. Non immaginavo nulla di simile. Peccato solo che il debutto del calcio in 3D sia coinciso con la sconfitta dell’Arsenal. Era una partita storica, non dovevamo perderla».

Anche Johnathan, che ha seguito la sconfitta dei suoi gunners nel pub Elk di Fulham, è rimasto colpito: «La qualità delle immagini è semplicemente perfetta. Mai visto nulla di simile. Avevo visto Avatar al cinema ma una partita diventa ancora più spettacolare». L’unica preoccupazione di Katie è che ora i tifosi, abituati troppo bene dal calcio tridimensionale, finiscano per disertare gli stadi: «È talmente realistica che sembra di essere in tribuna». Dopo il calcio, settimana prossima sarà la volta del rugby tridimensionale: in occasione del debutto dell’Inghilterra nel Sei Nazioni contro il Galles, 40 cinema in Gran Bretagna trasmetteranno l’incontro in 3D. «Non c’è da stupirsi che lo sport in tv vada in questa direzione - ha spiegato Jeremy Darroch, direttore generale di BSkyB -. Da anni se ne parla e ora finalmente abbiamo la tecnologia per realizzarlo. Vogliamo innovare e regalare ai nostri abbonati il miglior prodotto possibile. È una giornata speciale».

E dopo la "proposta" di Tinto Brass di girare un film porno in 3D, già battezzato "Chiavatar" dalla stampa ecco un altro settore che si è fatto stregare dalla nuova tecnologia...siamo curiosi di scoprire fin dove si spingerà ancora la nuova rivoluzione tecnologica che ci sta investendo...restate con noi...probabilmente ne vedremo delle belle!!!

No Cassano? No Party


Il corriere.it riporta una bella notizia sul nostro talento barese.
La commedia dell'arte, creatura tipicamente italiana, ha trovato in Antonio Cassano la sua nuova, smagliante maschera. È l’eroe delle curve contro l’universo vip delle tribune. Il re del popolo degli stadi contro l’establishment. L’estro e la sregolatezza contro gli schemi e la disciplina. Il campione che allo squisito gesto tecnico sa accoppiare, schietto e sanguigno, il gestaccio screanzato. Checco Zalone (che se ne intende) sostiene che Cassano è l'incarnazione della pugliesitudine, impastata di arroganza e spavalderia. Ma allora lo è anche dell’italianitudine. La curva non è municipalista. Quella genovese della Samp è antropologicamente affine, se non iden tica, a quella del Bari. Cassano non conosce il federalismo. Il dialetto è barese, ma la sua gestualità è nazionale. Lo amano anche se fa i capricci. Lo adorano anche se fa le bizze. Anzi: lo amano e lo adorano proprio perché fa i capricci e le bizze. Fosse solo lamentoso, sarebbe diverso. Ma è sempre furioso, irridente, sguaiato, triviale, e per questo sembra un eroe in guerra contro i burocrati del calcio e degli stadi. È il disordine, e quando una squadra decide di prendersi Cassano lo fa sempre con l’aria di chi sospira: speriamo bene. Ha messo in subbuglio il Bari, la Roma, il Real, la Sampdoria. E per un pelo si è salvato lo spogliatoio della Fiorentina, questo è certo. Il suo passaggio da Genova a Firenze non poteva che creare la ribellione del popolo. E infatti.

Cassano, dotato com’è di un’arte sopraffina, è un virtuoso del dribbling. Ma nessun altro campione, quando fa il tunnel a un avversario, assume quell’aria spaccona di chi, con un numero di tecnica sublime, sembra che voglia dedicare una sonora pernacchia al mondo: non solo all’avversario ridicolizzato, ma alla panchina, alla tribuna, alla televisione, ai commentatori sportivi, al mondo. A Lippi. Nel dualismo con Lippi, del resto, le folle incantate da Cassano vedono l’ennesima riproposizione della frattura tra popolo ed élite, tra la «gente» e le istituzioni. Lippi è l’istituzione (pro tempore). Cassano è il Masaniello che va all’assalto del Palazzo. Lui non cambia. È furbo, sì, ma non conosce il linguaggio delle opportunità, la geometria delle circostanze. Potrebbe fare il buono, e otterrebbe molti più riconoscimenti di quanti non ne abbia avuti. Ma non ce la fa a fare il buono, la sua maschera gli impone di essere così. Come Jessica Rabbit, potrebbe dire: «Non è colpa mia, è che mi disegnano così». Non è un ipocrita come molti suoi colleghi che in privato si danno alle follie e alle gozzoviglie e in campo fanno le mammolette a occhi bassi. Cassano non si sdoppia. Il suo principio è il caos, non il cosmo ordinato. La sua è una sfida continua. Un invito permanente alla battaglia. Per questo è così adorato anche se i presidenti e gli allenatori diffidano tanto (e ragionevolmente) di lui.


Cassano non scherza quando è aggressivo. Le sue sono aggressioni vere. Verbali, più di frequente. Fisiche, come quando viene immortalato nell’atto in cui vorrebbe materialmente azzannare un arbitro che gli fa un (presunto) torto. I tifosi del momento si mettono le mani nei capelli, perché sanno che quel gesto significa squalifiche interminabili. Ma in questo caso è la ragione che parla. Il cuore è tutto con lui, con il Masaniello che impreca, si sbraccia, insulta, lancia apocalittici improperi. Nel nome del popolo, naturalmente. Nel nome della curva, pronta a ripagare il suo eroe con cori di osanna. Cassano non scherza nemmeno quando dice di avere nella sua tabella di seduttore centinaia di donne. Magari saranno di meno. Ma conta il valore di trofeo che quell’elenco da nuovo Don Giovanni venerato dalle curve significa per un ragazzo non bello, non affascinante, cresciuto nelle strade della Bari meno signorile, agiata, educata, istruita, il simbolo del riscatto e della promozione umana e sociale. È il simbolo che lui ce l’ha fatta, che ha scalato i vertici, che è arrivato fino alla sommità senza perdere l’anima. E quelli come lui, cresciuti come lui, non belli come lui, ma che sono rimasti senza nome e senza fama, vedono in lui il risarcimento: il gestaccio contro il mondo dei potenti che vestono elegante e parlano forbito e stanno tranquilli in campo. E che storcono il naso quando vedono Cassano il nuovo sanculotto. E che sbeffeggia i potenti delle tribune con l’estro dei suoi tunnel: la più grande pernacchia contro il mondo.

sabato 30 gennaio 2010

Per uno squillo fidanzato riduce in fin di vita rivale

Ecco l'articolo riportato da Repubblica.it

Picchiato in modo selvaggio per aver fatto uno squillo sul cellulare di una ragazza. E' accaduto venerdì notte a un giovane ventenne di Collegno he ora si trova ricoverato in prognosi riservata in ospedale. Ad aggredirlo a calci e pugni il fidanzato della ragazzo, un diciannovenne di Venaria incensurato. E' stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di tentato omicidio.
La vittima ha un grave ematoma al capo, conseguenza di uno del calci subiti. I medici, tuttavia, si sono dichiarati ottimisti riguardo le possibilità di sopravvivenza del ragazzo, che ha perso molto sangue ma che ha superato le prime 24 ore successive al ricovero senza ulteriori complicanze.

Intanto l'aggressore, interrogato dagli investigatori, ha ammesso le proprie responsabilità, dicendo di non essersi reso conto della gravità di quanto commesso. Secondo una prima ricostruzione dei fatti,a scatenare la sua gelosia è stato uno squillo arrivato giovedì mattina sul telefonino della fidanzata. Rintracciato il numero, l'aggressore ha richiamato quello che sospettava essere un suo rivale e ha fissato per la sera un appuntamento in piazza della Liberazione a Collegno. Entrambi si sono presentati all'incontro accompagnati da alcuni amici, che tuttavia non hanno avuto il tempo di intervenire. L'aggressione, infatti, è durata meno di 20 secondi lasciando la vittima a terra. L'intera scena è stata ripresa da una telecamera di un chiosco.

Il video dell'aggressione è stato ripreso da alcune telecamere fisse.

Per vedere il video, CLICCA QUI

giovedì 31 dicembre 2009

Buon 2010

Felice anno nuovo!


Dilatuaopinione.blogspot.com vi ringrazia per il tempo dedicato sul nostro sito e vi auguriamo un felice anno nuovo pieno di gioia e felicità!

Vi ricordiamo che le pubblicazioni riprenderanno tra pochissimi giorni, intanto:


Auguri!

giovedì 24 dicembre 2009

Buon Natale

Dilatuaopinione.blogspot.com vi porge i migliori auguri per un felice e sereno natale.


Con l'occasione ricordiamo ai nostri lettori che le pubblicazioni si interromperanno nel periodo natalizio e riprenderanno tra pochi giorni!

Grazie a tutti per il tempo dedicato sul nostro blog,
tanti auguri di Buon Natale

lunedì 21 dicembre 2009

Allenatori: chi viene, chi va...e chi: " Che ne sarà?"

Il trionfo dell'esonero: cambiare fa bene




Questo articolo è apparso sulla Repubblica.it scritto da MASSIMO NORRITO.

Per una volta hanno avuto ragione loro. Hanno avuto ragione i presidenti che hanno cambiato allenatore. Quelli che l'hanno fatto per confermare la loro fama di mangia tecnici. Quelli che l'hanno fatto per dare la classifica scossa alla squadra. Quelli che non potevano fare altrimenti. Sì, perché mai come questa volta chi ha cambiato guida tecnica ci ha visto giusto e i risultati di domenica sono una fotografia esatta di questo trend.

La Roma, passata da Spalletti a Ranieri, ha battuto il Parma. Il Napoli, che ha sostituito Donadoni con Mazzarri, ha superato il Chievo. Il Palermo, passato da Zenga a Rossi, ha sconfitto il Siena. Il Livorno, che dopo Ruotolo ha affidato la panchina a Cosmi, ha battuto la Sampdoria. Il Catania, che da Atzori è passato a Mihajlovic, ha vinto a Torino scatenando la bufera sulla Juventus.

I numeri, non solo quelli della domenica appena trascorsa, dicono che tutti quelli che hanno cambiato hanno fatto bene. Claudio Ranieri è arrivato sulla panchina della Roma non per un esonero, ma per le dimissioni del suo collega Luciano Spalletti che oggi guida lo Zenit. Fatto sta che, dopo un primissimo rodaggio, i giallorossi hanno iniziato a fare risultati su risultati. Uno score che ha portato la Roma ad agganciare la zona Champions. In particolare, prendendo in considerazione le ultime sette partite, la Roma ha collezionato cinque vittorie e due pareggi. Nessuno ha fatto meglio in questo lasso di tempo.

Stessa cosa si potrebbe dire del Napoli di Mazzarri. Il tecnico toscano, che ha preso il posto dell'esonerato Donadoni, battendo il Chievo ha centrato il suo decimo risultato utile consecutivo. Dai sette punti nelle sette domeniche di gestione Donadoni, i partenopei sono passati ai venti delle dieci giornate di Mazzarri.

Ha voltato pagina anche il Palermo di Delio Rossi. Zamparini, uno che di allenatori ne ha esonerati ventotto, questa volta ha avuto ragione. Rossi, che ha preso il posto di Zenga, ha ottenuto la qualificazione agli ottavi di Coppa Italia e ha vinto tre partite di fila in campionato andando ad espugnare anche San Siro contro il Milan. Risultati che hanno fatto risalire la squadra in classifica sino a riportarla nella zona che vale l'Europa League. Ieri il Palermo ha battuto il Siena, un'altra squadra al quale il cambio di allenatore ha fatto bene. Prima della sconfitta del "Barbera", infatti, il Siena affidato a Malesani aveva centrato due vittorie di fila.

Due successi consecutivi ha al suo attivo anche il Livorno di Serse Cosmi che, dopo aver battuto in trasferta il Catania, ha superato in casa la Sampdoria. In nove gare giocate Cosmi, che ha preso il posto dell'esonerata coppia Russo-Ruotolo, ha centrato cinque vittorie e quattro sconfitte. Risultati che hanno consentito di rimpinguare la classifica che era deficitaria.

Ma l'Oscar della domanica va sicuramente a Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo, che ha sostituito sulla panchina del Catania Atzori, dopo il flop iniziale con il Livrono ha centrato il bersaglio grosso vincendo a Torino contro la Juventus. Mihajlovic l'anno scorso era sulla panchina del Bologna, un'altra squadra che ha cambiato allenatore sostituendo Papadopulo con Colomba. Sabato, nella partita rinviata per la neve, il Bologna avrebbe dovuto affrontare l'Atalanta passata da Gregucci a Conte. Mihajlovic si è preso la sua rivincita e ha battuto la Juventus. Che sia un risultato che farà saltare l'ennesima panchina in serie A?

sabato 19 dicembre 2009

Fare la linguaccia è reato

Cassazione: diritto a un risarcimento

Fare la linguaccia per sbeffeggiare qualcuno è un reato. Lo dice la Cassazione, che ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un agricoltore marchigiano. Questi, entrato nel campo del vicino, con cui spesso litigava, gli aveva per l'appunto mostrato la lingua. Il giudice di pace di Fabriano, in provincia di Ancona, aveva dato ragione all'uomo così ingiuriato. E la Cassazione ha confermato.
L'uomo che era stato così "ingiuriato" aveva prontamente fotografato il vicino che gli mostrava la lingua e con quell'immagine era andato a fare denuncia davanti al giudice di pace del paese dove abita. L'immagine dello spernacchio aveva sortito l'effetto voluto da chi aveva presentato la denuncia.

L'altro, Carlo O., il contadino che si era lasciato andare al gesto, si era difeso sostenendo, in Cassazione, che il suo gesto era soltanto una smorfia, senza valore di offesa.

Ma la Cassazione non ha voluto sentir ragione e, con la sentenza 48306, gli ha dato torto convalidando la decisione emessa, il 13 febbraio 2008, dal giudice di pace. Adesso Carlo O. dovrà risarcire il vicino per avergli mostrato la lingua.

I danni saranno quantificati in una causa civile. Intanto l'imputato ha dovuto incassare la condanna penale per il reato di ingiuria, la cui entità non è però riportata in sentenza. Per il momento Carlo O. deve rifondere con 1.300 euro le spese legali sostenute dalla vittima della sua linguaccia per i vari gradi di giudizio.

Questa è una delle ultime pronunce della Cassazione. Suprema corte civile dell'ordinamento giuridico italiano.
Di cosa si discute stavolta?Di linguacce....Ebbene si...c'è qualcuno che è ricorso al giudizio dell'alta corte per denunciare una grave ingiuria...una linguaccia!!!
Ora mi chiedo...c'è da dolersi di più del fatto che i soldi dei contribuenti vengano spese per dar corso e voce a simili beghe e a tali pretese?
Oppure del fatto che la litigiosità della gente per inezie di tal genere oggi come oggi arrivi spesso al punto di percorrere "in toto" le vie giudiziarie fini all'ultimo appello intasando giudici e tribunali gia intasatissimi e lentissimi di loro?
Oppure, ancora, del fatto che i giudici abbiano condannato il cittadino "ingiurioso" al risarcimento delle spese legali sostenute dal ricorrente(che avrebbe potuto risparmiarsele evitando di ricorrere contro una linguaccia) per l'"ingiuria" arrecata(ricordiamoci e sottolineiamo che stiamo parlando di una "linguaccia")e lo hanno anche ritenuto penalmente colpevole del reato di ingiuria....
Tutto ciò mi sembra per lo meno un "tantino eccessivo"...considerando che, la stessa corte che oggi ha derubricato come reato di ingiuria una linguaccia, in passato si era pronunciata a favore di un imputato accusato del reato di violenza sessuale su una donna, sostenendo la non attuabilità della violenza per il fatto che la donna indossasse all'epoca del fatto dei bluejeans...
Mha!!!!Oscure verità del nostro sistema giudiziario!!!!
Cari concittadini che ne dite se ci dessimo tutti una calmata?
La prossima volta sentiremo di un ricorso contro un piccione che ci ha colpevolmente defecato sulla testa?


Kate83

venerdì 18 dicembre 2009

Stasi assolto

Alberto Stasi assolto, riconosciuto non colpevole per prove insufficienti.

Alberto Stasi è stato assolto. Dopo oltre 5 ore di Camera di consiglio il gup di Vigevano Stefano Vitelli ha dunque ritenuto che il ragazzo non è colpevole della morte di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007. La sentenza di assoluzione è stata emessa, al termine del processo di primo grado con rito abbreviato, in base all'articolo 530, secondo comma, del codice di procedura penale: stabilisce che deve essere pronunciata sentenza di assoluzione «quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova». Il gup depositerà le motivazioni della sentenza entro 90 giorni. I pm Muscio e Michelucci avevano chiesto la condanna a trent'anni di reclusione.

Mi sento vicino alla famiglia della povera Chiara e vicino alle parole della madre: "Giustizia non è fatta. Accetto la sentenza, ma è chiaro che continueremo a cercare la verità". Insieme al pm, ha annunciato che ricorrerà in appello.

Ripercorriamo quelle che sono le incertezze su questo caso che ha sconvolto l'estate di due anni fa.

La consulenza sul computer. Per l'imputato, l'unico in questi due anni di indagini, l'accusa aveva chiesto 30 anni di carcere, ma la superperizia informatica sul computer di Alberto è stata decisiva. Una consulenza superpartes chiesta dal gup di Vigevano Stefano Vitelli e depositata il 13 agosto 2009, "esattamente due anni dopo il delitto, come se esistesse un destino", come ha osservato Angelo Giarda, uno dei legali di Stasi.

"Lavorava al pc". E' stata quella perizia a restituire a Stasi l'alibi cancellato dagli accessi al suo computer portatile fatti dai carabinieri dopo il sequestro. Gli esperti hanno stabilito che nelle ore in cui veniva assassinata Chiara, dalle 9.35 alle 12.20, Stasi ha lavorato alla sua tesi di laurea, salvando continuamente il file. Segno che non è stato lui ad aggredire la sua fidanzata con un'arma che non è mai stata trovata.

Crolla la prova delle scarpe. Anche la prova delle scarpe è crollata. Le suole delle calzature indossate quel giorno da Alberto erano pulite. "Impossibile", sosteneva l'accusa. "Se Alberto è entrato in casa, come ha detto, non può non essersi sporcato. E' lui che si è lavato per cancellare la prova". Ma la nuova perizia ordinata dal gup ha dimostrato che le suole si sono pulite semplicemente camminando sull'erba bagnata del giardino di Chiara.

Le versioni dell'accusa. E' stata smontata anche la prova della macchia lasciata sul pedale della bicicletta di Alberto. Sembrava sangue di Chiara ma i periti hanno detto che non è certo. Come l'impronta di Stasi mischiata a tracce del Dna di Chiara sul portasapone nel bagno della ragazza. "Non è una prova scientifica: Alberto era di casa nella famiglia Poggi".

La vittima conosceva l'aguzzino. A favore dell'accusa restavano la debolezza delle ipotesi alternative: il tentativo di furto o la rapina, perché nulla è stato portato via; la porta mai forzata, a dimostrazione che la vittima conosceva l'assassino, e la presenza nella villetta di Garlasco di tracce solo dei due fidanzati.

La telefonata la 118. E le incongruenze del giovane nel racconto sulla telefonata al 118 non sono sufficienti. Anche se la telefonata è partita quando il ragazzo era davanti alla caserma dei carabinieri e non vicino alla villa della ragazza, come ha raccontato lui. Anche se Stasi chiama la fidanzata "una persona che è stata uccisa" e ne parla con un apparente distacco che poco si coniuga con il terrore con cui ricorda di essere fuggito dopo averla vista con la testa insanguinata. Restano solo indizi, insufficienti per chiudere in carcere chiunque. La sentenza del gup assolve quindi Alberto e riapre la caccia all'assassino di Chiara Poggi.

Per correttezza, non sto colpevolizzando Alberto Stasi, da oggi ufficialmente "innocente", ma punto il dito sugli errori delle indagini come ad esempio sequestrare le sue scarpe circa 30 ore dopo l'accaduto.

Ecco il parere di un esperto:



Il dubbio resta, e soprattutto:
Voi innocenti nella sua situazione, davanti al vostro fidanzato, fidanzata, marito o moglie che sia, per terra avvolto e ricoperto da sangue vi sareste disperati e avreste cercato aiuto, avreste chiamato un ambulanza cercando di capire se c'era la speranza di evitare il peggio oppure sareste scappati dai Carabinieri, chiamando il 112, e dicendo: "Sto andando dai carabinieri, racconto quello che è successo".

I dubbi restano, la vita no.
Una volta tolta non viene ridata indietro.

Ciao Chiara.


La telefonata di Alberto Stasi subito dopo l'accaduto, la potete ascoltare cliccando sul link: Ascolta la telefonata.

giovedì 17 dicembre 2009

Pacco bomba bocconi

I pacchi bomba ritrovati al Cie di Gradisca d'Isonzo e all'Università Bocconi erano accompagnati dalla stessa rivendicazione: arriva da un gruppo di ispirazione anarchica, il "Nucleo Mauricio Morales", che si riconosce nella Federazione anarchica informale. Ecco il testo inviato alla redazione di Libero

Qualcosa di gravissimo sta succedendo al nostro paese.
Dove arriveremo?
Che strada stanno percorrendo queste persone?
Qual'è il loro obiettivo?

mercoledì 16 dicembre 2009

Libri, Musica e Spettacoli

Rihanna si spoglia per vendere più album.

Le vendite del nuovo album “Rated R” vanno male? In America è al 16esimo posto nella classifica Billboard dopo sole due settimane, Rihanna ha tirato fuori le unghie e si è spogliata. Eccola sul numero di gennaio di GQ immortalata dagli scatti di Michael Thompson. Ma non è tutto. Se non vi basta potrete ammirarla con il seno in bella vista nel nuovo video “Hard”, il terzo singolo. Cosa non si fa per scalare le classifiche di vendita. L’intervista per Gq è stata contrassegnata da un notevole ritardo, Rihanna è famosa per far attendere i giornalisti, ma si è aperta per quanto riguarda la sua tormentata love story con l’ex fidanzato Chris Brown, famoso per averla picchiata: “Non credo che rimarremo amici dopo quello che è accaduto, forse tra dieci anni penso… Ma di certo la mia vita non si basa sulla possibilità che torniamo amici o meno”. E sull’impatto dei mass media nelle loro carriere per quello che è accaduto sentenzia: “Nel mondo ci sono persone che ti amano, ti odiano e ti giudicano per quello che hai fatto. Ma c’è anche una larga fetta di gente che non è assolutamente interessata a niente di quello che ti è successo”.

La vignetta di Vauro

Fini "bacchetta" la sua maggioranza

Siamo alle solite.
Dopo l'ennesima fiducia chiesta da questo governo il Presidente della camera "sbotta" e bacchetta la sua maggioranza.
Ecco il video:



Ed ecco l'articolo riportato dalla repubblica.it:

Il governo ha posto la questione di fiducia sulla Finanziaria. Ed è di nuovi scontro tra Fini e l'esecutivo. Ad annunciare la decisione in aula è stato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito. La fiducia, ha spiegato, "è sull'articolo 2 del testo approvato in commissione". In precedenza i deputati avevano approvato l'articolo 1.

A stretto giro arriva il duro commento del presidente della Camera, Gianfranco Fini: "La decisione di porre la fiducia sulla legge Finanziaria è legittima", ma "deprecabile perché di fatto impedisce all'Aula di esaminare gli emendamenti". Fini ha ricordato di aver prolungato i termini per consentire un dibattito approfondito e dare alla commissione il tempo di approvare un testo per l'Aula, aggiungendo che "non vi era stato da parte dell'opposizione nessun atteggiamento ostruzionistico".

Spiegando che gli emendamenti da votare oggi erano in tutto 64, di cui 55 dell'opposizione, Fini ha aggiunto gli interventi contingentati avrebbero consentito di approvare la legge, anche senza fiducia, nei tempi previsti e compatibili con l'esame del Senato.

''La scelta di porre la questione di fiducia - ha detto ancora Fini- è costituzionalmente legittima e rientra nelle prerogative dell'esecutivo"; non può, però, ha aggiunto Fini, che "essere considerata come una decisione attinente esclusivamente a ragioni di carattere politico, rientranti non già nel rapporto tra governo e opposizioni ma unicamente all'interno del rapporto tra la maggioranza e il governo ed è la ragione per la quale la Presidenza della Camera considera deprecabile la decisione" del governo "perché di fatto impedisce all'aula di pronunciarsi sugli emendamenti''.

Le sue parole sono state accolte da molti applausi, non solo dai banchi dell'opposizione e i relatori di Pdl e Lega hanno rinunciato a intervenire. Le critiche a Fini sono arrivate a seduta sospesa e dai banchi della maggioranza. Il ministro Roberto Calderoli: "Dalla
presidenza della Camera ci si attende l'applicazione dei regolamenti, non certo valutazioni sul fatto se sia deprecabile o meno una richiesta di fiducia, la cui valutazione di merito spetta all'esecutivo". E poi Sandro Bondi, ministro e coordindatore nazionale del Pdl:"La decisione e la valutazione espressa" da Fini "sono destinate a non aiutare l'apertura di un clima politico nuovo di cui l'Italia ha bisogno, anzi rischiano di rinfocolare immediatamente le polemiche".

Inseguito arriverà anche una nota del capogruppo Pdl Cicchitto e di quello leghista Cota, che a Fini dicono che "la questione di fiducia è sempre stata una decisione politica e come tale appartiene alla competenza e alle valutazioni del governo e della maggioranza". "Il confronto di merito - continuano Cicchitto e Cota - è avvenuto in Commissione, con un iter intenso e proficuo. La scelta della fiducia è un segnale politico di conferma della forte condivisione da parte del governo e della maggioranza sul merito del testo licenziato dalla Commissione Bilancio". Una nota che il ministro Tremonti dice di condividere "pienamente".

martedì 15 dicembre 2009

Cosa vorresti fare da gande?

A dir poco sconcertante..
Ecco il mondo dove viviamo. 3 minuti di video in un, per me triste, racconto della realtà in cui viviamo.

lunedì 14 dicembre 2009

Corona condannato


I giudici della quinta sezione penale del tribunale di Milano hanno condannato Fabrizio Corona alla pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione ritenendolo responsabile di quattro episodi di estorsione o tentata estorisione, e lo hanno assolto per altri tre.

Secondo il collegio di tre giudici, presieduto da Lorella Trovato, Corona è responsabile di estorsione nei confronti di Francesco Coco, che fu fotografato all’interno della discoteca Hollywood con una donna che sarebbe potuta apparire un trans. Sempre nei confronti di Coco, Corona è stato riconosciuto responsabile di tentata estorsione per una foto in cui il calciatore veniva ritratto a torso nudo all’interno di un altro locale.

Condannato anche per l’episodio nei confronti di Marco Melandri in cui lo sportivo era in compagnia di una pornostar, e per quello che aveva come protagonista il calciatore Adriano ritratto durante una festa in casa con del sale sul tavolo che poteva sembrare cocaina. Corona è stato invece assolto dalle accuse per gli episodi di presunta estorsione nei confronti di Lapo Elkann, di Alberto Gilardino e dell’imprenditore Gianluca Vacchi.

«Mi vergogno di essere italiano». Sono dichiarazioni violente che trattengono a stento la rabbia quelle pronunciate da Fabrizio Corona subito dopo la lettura del verdetto emesso dai giudici milanesi che lo hanno condannato a 3 anni e 8 mesi di carcere. Circondato da decine di telecamere e fotografi Corona ha dichiarato di «non credere più nella giustizia. Perchè -ha quasi urlato- non condannano quelli del caso Marrazzo? Perchè non condannano le altre agenzie che hanno fatto e fanno le stesse cose per cui hanno accusato me? Ci saranno altri processi, se andrò o non andrò in galera... a me non me ne frega niente».

«Non me ne frega niente di essere stato assolto per alcuni episodi. Io volevo essere assolto su tutto», prosegue nel suo sfogo Fabrizio Corona fuori dall’aula del tribunale dove è stato condannato. «È una presa per il c... il fatto che la legge sia uguale per tutti. In questo paese se ti metti contro i magistrati te la fanno pagare, anche se non hai fatto niente». Quindi, affiancato dal suo legale, Corona ha lasciato di corsa il Palazzo di Giustizia inseguito da alcuni cameraman e fotografi.

E' simpatico?No...è una faccia da schiaffi...
E' innocente?No..è un ricattatore....
Si merita una punizione?Si...se la merita.....
Sconterà la pena?Probabilmente nemmeno un giorno...
Ma....
E' stato condannato a 3 anni e 8 mesi per cosa?
Si, ha commesso un reato...si, deve pagare....ma c'è chi ha fatto cose più gravi e non ha mai scontato la sua pena...
Un nome?Callisto Tanzi....
Un altro?Ricucci....che ha fatto un paio di mesi di carcere ma la sua accusa era molto più pesante....
E sorvolo su altri nomi...eccellenti....
Oppure possiamo pensare a quel ragazzo Rumeno che ha investito con l'auto 4 persone mentre guidava ubriaco ed è stato condannato a soli 6 anni da scontare ai domiciliari...e in altri casi come questo le condanne sono state ancora più blande...
Due pesi e due misure?
Come mai?
Chi è andato ad infastidire Corona?
Un nome in particolare brilla per importanza sugli altri...lascio a voi capire di chi si tratta...


Kate83

domenica 13 dicembre 2009

Quando si dice: " Ti spacco la faccia....."

Ecco cosa è successo al nostro premier oggi, nella sua Milano.
Un segnale di alta tensione nel mondo politico.

SuperSimo vola in Spagna: Flirt con Joan Laporta?


C'è la Spagna all'orizzonte di Simona Ventura e Joan Laporta, presidente del Barcellona calcio, probabilmente, nel suo cuore. Le voci si rincorrono da qualche settimana, da quando SuperSimo ha cominciato a viaggiare frequentemente per Barcellona, a frequentare un corso di spagnolo e ad interessarsi alla televisione iberica, come scrive Novella 2000. Insomma gli indizi ci sarebbero tutti, ma la Signora di Raidue smentisce.
Ci pensa però Stefano Bettarini, il suo ex marito a "smascherarla". Durante un'intervista gli viene chiesto come va la vita sentimentale di Simona e lui risponde. "Chiedeteglielo in spagnolo", lei ride e si schernisce ma è poco convincente.
Quel che convince invece è che Simo a Barcellona ci va ormai quasi ogni settimana, e che, chissà come mai, è riuscita, solo lei, ad avere l'intervista in esclusiva a Lionel Andrés Messi, fuoriclasse del Barcellona e Pallone d'Oro 2009, e a "rifilare" i gemelli Dean e Dan Caten di Dsquared, che curano il suo look, anche al Barca, tant'è che ora il duo americano firma le divise del club. Insomma il legame con la Catalogna sembra davvero stretto. La Ventura e Laporta si sarebbero conosciuti a Milano, questa estate durante la delicata trattativa del presidente del Barcellona per l'acquisto di Ibrahimovic.
Convincente è comunque soprattutto l'onorevole curriculum di Mister Laporta, un uomo vincente, proprio come piacciono a Simona, che ha sempre dimostrato di puntare in alto nelel sue scelte di cuore, da Sardi a Gori.
Avvocato d'affari, imprenditore dalle ambizioni poiltiche e aggressivo nel business, mondano e attento alle relazioni. Anche se per quest'ultima voce si dovrebbe aggiungere un po' troppo attento, specie a quelle sentimentali. Pare infatti che Joan Laporta conduca una allegra vita sentimentale, apprezzi le belle donne e ne collezioni parecchie, con conseguenti scandali e cronaca rosa. Ma a questo SuperSimo pensera in seguito...

Gli italiani lo sanno...agli stranieri l'Italia piace...il cibo, la moda, le auto ma...soprattutto...le italiane...
Ne viene una conferma dalle tante dive nostrane le cui storie con famosi personaggi stranieri vengono quotidianamente raccontate sui giornali...
La più eclatante, paparazzata, gossippata ecc è la storia tra Elisabetta Canalis ed il divo per eccellenza, George Clooney...
ma lei è solo una delle tante bellezze italiche che affascinano e hanno affascinato il mondo....la più conosciuta è si curamente Sofia Loren...che ha stregato la mecca del cinema Hllywood...la quale però ha scelto un marito italiano...
Monica Bellucci ha concquistato la Francia ed un francese...lo stesso ha fatto la premier dame Carla Bruni...
Manuela Arcuri aveva invece infranto il cuore di un principe arabo...
Tra le ultime gossippate si viene a conoscenza di un flirt Italia-Spagna(vero o presunto)tra Christiano Ronaldo e l'ex gieffina Raffaella Fico...
E sempre in Spagna rimaniamo con Simona Ventura...Evidentemente i nostri cugini spagnoli gradiscono la compagnia femminile italiana...
Insomma...se gli Italiani a quanto pare sono sempre più attratti dalle straniere(Belen e company lo dimostrano ogni giorno dai nostri teleschermi)....le italiane cosa fanno?
Per fortuna riequilibrano la bilancia....le italiane concuistano gli stranieri....
Insomma....alla fine....W l'Italia!!!!


KATE83

sabato 12 dicembre 2009

Io, nero italiano e la mia vita ad ostacoli


Una lettera, quella dello scrittore Pap Khouma, inviata alla Repubblica che fa riflettere.

Sono italiano e ho la pelle nera. Un black italiano, come mi sono sentito dire al controllo dei passaporti dell'aeroporto di Boston da africane americane addette alla sicurezza. Ma voi avete idea di cosa significa essere italiano e avere la pelle nera proprio nell'Italia del 2009?

Mi capita, quando vado in Comune a Milano per richiedere un certificato ed esibisco il mio passaporto italiano o la mia carta d'identità, che il funzionario senza neppure dare un'occhiata ai miei documenti, ma solo guardandomi in faccia, esiga comunque il mio permesso di soggiorno: documento che nessun cittadino italiano possiede. Ricordo un'occasione in cui, in una sede decentrata del Comune di Milano, una funzionaria si stupì del fatto che potessi avere la carta d'identità italiana e chiamò in aiuto altre due colleghe che accorsero lasciando la gente in fila ai rispettivi sportelli. Il loro dialogo suonava più o meno così.
"Mi ha dato la sua carta d'identità italiana ma dice di non avere il permesso di soggiorno. Come è possibile?".
"Come hai fatto ad avere la carta d'identità, se non hai un permesso di soggiorno... ci capisci? Dove hai preso questo documento? Capisci l'italiano?". "Non ho il permesso di soggiorno", mi limitai a rispondere.
Sul documento rilasciato dal Comune (e in mano a ben tre funzionari del Comune) era stampato "cittadino italiano" ma loro continuavano a concentrarsi solo sulla mia faccia nera, mentre la gente in attesa perdeva la pazienza.

Perché non leggete cosa c'è scritto sul documento?", suggerii. Attimo di sorpresa ma.... finalmente mi diedero del lei. "Lei è cittadino italiano? Perché non l'ha detto subito? Noi non siamo abituati a vedere un extracomunitario...".

L'obiezione sembrerebbe avere un qualche senso ma se invece, per tagliare corto, sottolineo subito che sono cittadino italiano, mi sento rispondere frasi del genere: "Tu possiedi il passaporto italiano ma non sei italiano". Oppure, con un sorriso: "Tu non hai la nazionalità italiana come noi, hai solo la cittadinanza italiana perché sei extracomunitario".

Quando abitavo vicino a viale Piave, zona centrale di Milano, mi è capitato che mentre di sera stavo aprendo la mia macchina ed avevo in mano le chiavi una persona si è avvicinata e mi ha chiesto con tono perentorio perché stavo aprendo quell'auto. D'istinto ho risposto: "Perché la sto rubando! Chiama subito i carabinieri". E al giustiziere, spiazzato, non è restato che andarsene.

In un'altra occasione a Milano alle otto di mattina in un viale ad intenso traffico, la mia compagna mentre guidava ha tagliato inavvertitamente la strada ad una donna sul motorino. E' scesa di corsa per sincerarsi dello stato della malcapitata. Ho preso il volante per spostare la macchina e liberare il traffico all'ora di punta. Un'altra donna (bianca) in coda è scesa dalla propria macchina ed è corsa verso la mia compagna (bianca) e diffondendo il panico le ha detto: "Mentre stai qui a guardare, un extracomunitario ti sta rubando la macchina". "Non è un ladro, è il mio compagno", si è sentita rispondere.

Tutte le volte che ho cambiato casa, ho dovuto affrontare una sorta di rito di passaggio. All'inizio, saluto con un sorriso gli inquilini incrociati per caso nell'atrio: "Buongiorno!" o "Buona sera!". Con i giovani tutto fila liscio. Mentre le persone adulte sono più sospettose. Posso anche capirle finché mi chiedono se abito lì, perché è la prima volta che ci incontriamo. Ma rimango spiazzato quando al saluto mi sento rispondere frasi del genere: "Non compriamo nulla. Qui non puoi vendere!". "Chi ti ha fatto entrare?".

Nel settembre di quest'anno ero con mio figlio di 12 anni e aspettavo insieme a lui l'arrivo della metropolitana alla stazione di Palestro. Come sempre l'altoparlante esortava i passeggeri a non superare la linea gialla di sicurezza. Un anziano signore apostrofò mio figlio: "Parlano con te, ragazzino. Hai superato la linea gialla. Devi sapere che qui è vietato superare la linea gialla... maleducato". Facevo notare all'anziano che mio figlio era lontano dalla linea gialla ma lui continuava ad inveire: "Non dovete neppure stare in questo paese. Tornatevene a casa vostra... feccia del mondo. La pagherete prima o poi".

Qualche settimana fa all'aeroporto di Linate sono entrato in un'edicola per comprare un giornale. C'era un giovane addetto tutto tatuato, mi sono avvicinato a lui per pagare e mi ha indicato un'altra cassa aperta. Ho pagato e mi sono avviato verso l'uscita quando il giovane addetto si è messo a urlare alla cassiera: "Quell'uomo di colore ha pagato il giornale?". La cassiera ha risposto urlando: "Sì l'uomo di colore ha pagato!". Tornato indietro gli dico: "Non c'é bisogno di urlare in questo modo. Ha visto bene mentre pagavo". "Lei mi ha guardato bene? Lo sa con chi sta parlando? Mi guardi bene! Sa cosa sono? Lei si rende conto cosa sono?". Cercava di intimidirmi. "Un razzista!" gli dico. "Sì, sono un razzista. Stia molto attento!". "Lei è un cretino", ho replicato.

Chi vive queste situazioni quotidiane per più di 25 anni o finisce per accettarle, far finta di niente per poter vivere senza impazzire, oppure può diventare sospettoso, arcigno, pieno di "pregiudizi al contrario", spesso sulle spine col rischio di confondere le situazioni e di vedere razzisti sbucare da tutte le parti, di perdere la testa e di urlare e insultare in mezzo alla gente. E il suo aguzzino che ha il coltello dalla parte del manico, con calma commenta utilizzando una "formula" fissa ma molto efficace: "Guardate, sta urlando, mi sta insultando. Lui è soltanto un ospite a casa mia. Siete tutti testimoni...".

Ho assistito per caso alla rappresentazione di una banda musicale ad Aguzzano, nel piacentino. Quando quasi tutti se ne erano andati ho visto in mezzo alla piazza una bandiera italiana prendere fuoco senza una ragionevole spiegazione. Mi sono ben guardato dal spegnerla anche se ero vicino. Cosa avrebbe pensato o come avrebbe reagito la gente vedendo un "extracomunitario" nella piazza di un paesino con la bandiera italiana in fiamme tra le mani? Troppi simboli messi insieme. Ho lasciato la bandiera bruciare con buona pace di tutti.

Ho invece infinitamente apprezzato il comportamento dei poliziotti del presidio della metropolitana di Piazza Duomo di Milano. Non volevo arrivare al lavoro in ritardo e stavo correndo in mezzo alla gente. Ad un tratto mi sentii afferrare alle spalle e spintonare. Mi ritrovai di fronte un giovane poliziotto in divisa che mi urlò di consegnare i documenti. Consegnai la mia carta di identità al poliziotto già furibondo il quale, senza aprirla, mi ordinò di seguirlo. Giunti al posto di polizia, dichiarò ai suoi colleghi: "Questo extracomunitario si comporta da prepotente!".

Per fortuna le mie spiegazioni non furono smentite dal collega presente ai fatti. I poliziotti verificarono accuratamente i miei documenti e dopo conclusero che il loro giovane collega aveva sbagliato porgendomi le loro scuse. Furono anche dispiaciuti per il mio ritardo al lavoro.

Dopotutto, ho l'impressione che, rispetto alla maggioranza della gente, ai poliziotti non sembri anormale ritrovarsi di fronte a un cittadino italiano con la pelle nera o marrone. "Noi non siamo abituati!", ci sentiamo dire sempre e ovunque da nove persone su dieci. E' un alibi che non regge più dopo trent'anni che viviamo e lavoriamo qui, ci sposiamo con italiane/italiani, facciamo dei figli misti o no, che crescono e vengono educati nelle scuole e università italiane.

Un fatto sconvolgente è quando tre anni fa fui aggredito da quattro controllori dell'Atm a Milano e finii al pronto soccorso. Ancora oggi sto affrontando i processi ma con i controllori come vittime ed io come imputato. Una cosa è certa, ho ancora fiducia nella giustizia italiana.

venerdì 11 dicembre 2009

La De Filippi: I tronisti l'hanno stufata.


Da Libero news, di Barbara Del Pio:

"Prima o poi il pubblico ti dice basta". La De Filippi parlava di sé in questo caso. Più precisamente del momento in cui uno capisce che la gente non ne può di vedere la tua faccia in televisione, magari a qualunque ora del giorno. Nella lunga intervista rilasciata a Oggi, la "signora 30 per cento" ha detto un sacco di cose, anche nuove rispetto al passato. Ce ne interessa una in particolare o, meglio, pensiamo possa interessare a tutti quelli che ci ricoprono di e-mail e messaggi ogni volta che pubblichiamo qualcosa sui tronisti e tutto quello che ruota attorno al fenomeno Uomini e Donne. La notizia è che si è stancata pure lei.

Dall'ultima cazziata a Marco Stabile (l'eterno indeciso un po' paraculo che l'aveva fatta innervosire a tal punto da cacciarlo dal programma), la situazione è ulteriormente precipitata. La De Filippi si è scocciata proprio del giochetto in sé. Delle quotidiane tarantelle tra bonazze e palestrati. Della manfrina pomeridiana fatta di soffiate telefoniche e sculettamenti tanto per farsi vedere in tv e poi campare un paio d'anni di ospitate in discoteca. "C'è il ritorno a una dimensione diversa - ha detto a Oggi - lontana dalle palestre e dai botulini". La cura, a occhio, potrebbe essere peggiore del male.

Maria ha buttato là un'idea che prefigura un ibrido tra l'Agenzia matrimoniale di Marta Flavi (ex moglie di Costanzo, tra l'altro) e certe puntate di C'è posta per te. La De Filippi nuova versione vuole gettare alle ortiche i cloni di Costantino Vitagliano e aprire alla terza età. Vuole far accoppiare vecchietti arzilli e nonnine in cerca di compagnia. È una buona notizia?

Finalmente la notizia che molti di noi(tranne quelli che questo programma lo seguono) attendevano con ansia è arrivata...la De Filippi si è stancata di fare Uomini e Donne!!!
Notizia da prima pagina....altro che Copenaghen e Berlusconi e Spatuzza...
La Maria nazionale si è stancata dello sconosciuto o sconosciuta di turno inviati dalle agenzie di modelli per prendere parte alla sua trasmissione e cercare così un facile e NON MERITATO approdo nel mondo televisivo...
FINALMENTE!!!E' il sospiro giunto da più parti...siamo stanchi di queste baggianate stupide, inutili, talvolta grottesche e volgari che il programma della De Filippi ci ripropone ogni pomeriggio da anni...
senza contare che tali personaggi ce li ritroviamo puntualmente su tutti i canali televisivi e su tutti i giornali ed i rotocalchi italiani riproposti tanto per le loro comparsate quanto per le varie stupidaggini che vanno compiendo in giro per i vari locali d'Italia(purtroppo c'è anche chi paga per vedere questi manichini dotati di parola ma non di cervello)....
Ma.....c'è un ma purtroppo....meglio non cantere vittoria...la De Filippi sta pensando a qualcosa di simile ma nuovo....
Sena "palestrati e siliconate"...
Poveri noi....cos'altro partorirà la mente diabolica e spietata di "nostra signora dello share?"...con tutte le conseguenze successive su trasmissioni, giornali e telegiornali???
Italiani siete avvisati!!!!!
Qualcuno la fermiiiiiii!!!!!!!!

giovedì 10 dicembre 2009